ECONOMIA PERFETTA & UN MONDO DEL LAVORO CON L’UOMO AL CENTRO

È davvero possibile fondare una civiltà umana in cui tutti siano felici?

È completamente utopico sperare di veder nascere una società in cui povertà, fame, guerre, malattie ed ingiustizie non esistano?

Non lo so, ma mi piace pensare e sperare che ciò accadrà.

Per realizzare questo sogno bisogna cominciare a costruire le fondamenta.

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L’economia, il mondo del lavoro deve essere guidato da scelte politiche etiche e morali che mettano al centro l’uomo, il cittadino, il lavoratore, la famiglia.

Anche a costo di decrescere economicamente o finanziariamente.

Senza un’economia “perfetta”( giusta, equa), non potrà mai esistere felicità e benessere per l’uomo.

Inoltre, questo ordine mondiale attuale dovrà sicuramente in qualche modo crollare per lasciare posto ad un “nuovo mondo”.

La nostra generazione dovrà cedere il passo ad una “nuova generazione di uomini”, uomini liberi da pregiudizi, ego ed orgoglio.

Personalmente sono un pò arrabbiato.

Siamo nati in una dimensione materiale, con un corpo che ha continuamente bisogno di essere alimentato.

Siamo cresciuti in una società dalla quale dipendiamo per far soppravvivere il nostro corpo e prenderci cura della nostra famiglia.

Il lavoro, è l’unico mezzo per vivere o morire.

Dal lavoro ci procuriamo il denaro e con esso ogni bene necessario.

Sono arrabbiato perché è da qui che nascono tutte le ingiustizie, è da qui che nasce la schiavitù ed ovviamente è da qui che possiamo liberarci.

Il lavoro è controllato da un sistema politico-economico-finanziario malato e senza scrupoli.

In passato era anche peggio forse (schiavitù , colonialismo ieri….sfruttamento e schiavi moderni oggi)

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Quello che voglio dire è che siamo dipendenti, vincolati da sempre ad un sistema che crea miliardi di poveri e morti di fame, milioni di disoccupati e senza tetto, che a loro volta diventano un’arma con la quale spaventarci: attento, puoi fare quella fine.

Sono arrabbiato perché, essendo mortale, l’uomo ha sempre dovuto sottomettersi a sistemi economici pur sapendo che non erano giusti e che prima o poi avrebbero ridotto alla fame lui od il suo vicino.

Che scelta avevamo?

Allo stesso tempo, le religioni, sono state molto esigenti con l’uomo, richiedendo un comportamento molto spirituale in una dimensione molto materiale, in un’economia senza scrupoli dove senza lavoro, denaro, non sopravvivi e spesso, senza compromessi, senza umiliazioni, se non vuoi farti sfruttare o maltrattare, NON LAVORI.

Ovviamente chi è sempre stato bene, chi ha sempre avuto la “pancia piena”, difficilmente può provare questa rabbia e frustrazione.

Chi ha vissuto situazioni difficili o ha visto persone care soffrire povertà e fame mi può forse comprendere meglio.

Il lavoro, nel contesto di equità, etica e giustizia, è nobile come la preghiera ribadisce Giuseppe Robiati, un diritto e dovere. Purtroppo, la storia ci insegna che è anche stato lo strumento di oppressione dei ricchi e potenti di ogni epoca.

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Sono arrabbiato perché penso che se davvero “Dio” voleva per noi un mondo giusto, avrebbe forse dovuto rendere l’individuo libero ed indipendente dai vincoli materiali e dalla società.

L’ideale sarebbe se ognuno potesse davvero essere libero di scegliere in quale mondo, dimensione vivere.

Chi vuole vivere nella società capitalistica occidentale, si accomodi pure ma che rimanga disposto a pagarne un prezzo eventuale.

Chi invece vuole vivere in un sistema economico-politico in cui il lavoratore è al centro del sistema, tutelato da diritti e regole che ne garantiscono la crescita ed il benessere assieme all’azienda ed alla società in cui vive, si accomodi dall’altra parte.

Purtroppo questa scelta non ci è stata data alla nascita.

Siamo piombati qui, in questo mondo caotico, assieme ad altre 7 miliardi di persone e ci tocca fare quello che va fatto.

Se nasci in Siria oggi, ti è andata molto male.

Se nasci da una famiglia benestante a Berlino invece, ti è andata benone.

Non piango per me, ma per 3 miliardi di persone che ogni giorno vivono con meno di un dollaro.

Penso ai 55 milioni di poveri in Europa.

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Mi rattrista ricordare gli Italiani che dormono in macchina perché sfrattati.

Sono furioso quando penso che ci sono risorse e tecnologia per risolvere tutto

ma abbiamo più di 1 miliardo e seicento milioni di zenza tetto (homeless) su questo pianeta.

Tuttavia, mi calmo e sorrido quando vedo imprenditori, economisti che già mettono in pratica nuovi sistemi economici morali che portano felicità e benessere a migliaia di famiglie. Producendo ricchezza e crescita economica.

Questo risveglia in me la speranza che, con un pò di aiuto dall’alto, il sogno di equità e giustizia sia possibile.

Giuseppe Robiati, Economista ed imprenditore, ha una “formula” che applica da anni e che descrive molto bene nei suoi libri : Etica ed economia verso un nuovo ordine mondiale, economia per un nuovo ordine mondiale.

Libri da acquistare e leggere assolutamente!

http://www.editricebahai.com/index.php?main_page=index&manufacturers_id=3

Vi lascio alla sua intervista in cima all’articolo e scrivo una parte del suo intervento:

“Il tema della politica del lavoro è veramente uno dei temi centrali dello sviluppo. Ci sono circa 220 nazioni sul pianeta, ognuna ha la propria politica del lavoro e le proprie leggi. Questo comporta che I salari minimi sono diversi, le regole sulla sicurezza sono diverse, l’eticità di ciò che uno fa sono diverse. In Cina si può guadagnare 100 dollari al mese lavorando 350 giorni all’anno ma il presidente di una multinazionale può guadagnare più di mille volte lo stipendio di un lavoratore medio…” B. Robiati

(Intervento continua nel video in cima all’articolo)

Articolo a cura di Alexander Casu Lorne

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Informazioni su krisis21

Sono un Videomaker, regista, Blogger. Ho aperto Krisis21.com per dare un contributo alla società: aprire e risvegliare le coscienze. Economia, società, psicologia, spiritualità, scienza, arte, cultura visti da una nuova prospettiva per affrontare la crisi umana individuale e collettiva che stiamo affrontando in questo difficile ventunesimo secolo.
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