SVILUPPO E COLLASSO DI UNA CIVILTA’: A COSA SERVE LA SPIRITUALITA’?

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La Storia delle ultime 3 generazioni per quanto riguarda la religione e la spiritualità si può riassumere con la seguente banale generalizzazione:

  1. Generazione uno, la religione è dogma, credici e basta e prendine I valori fondamentali.
  2. Generazione due, la religione è una menzogna ed è un limite. Essa non ha nulla a che vedere con la spiritualità. I valori me li scelgo io.
  3. Generazione tre, come? che cos’è la spiritualità?

L’anno scorso, una giovane ragazza, molto sincera, mi ha fatto appunto questa domanda. Cos’è la spiritualità ed a cosa serve.

In poche generazioni, Dio, religione e spiritualità sono state quasi completamente eliminate nell’educazione. Lo stesso si può dire forse dei valori? Che sono sempre stati strettamente legati a questi elementi.

Una società che abbandona velocemente questi valori, generalmente decade molto in fretta, come un castello di carte.

Il dogma, la superstizione, io lo chiamo “il materialismo religioso” prendono il soppravvento.

Ci viene detto ( istituzioni) che la religione è credere ciecamente e che “ siamo noi Dio in terra, di pure a noi, facciamo da tramite”.

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In seguito, l’egocentrismo e la natura più bassa dell’uomo prende il sopravvento, sempre più persone non rispettano regole, leggi se non con la forza, I governi e le istituzioni si trasformano in templi di corruzione ed oppressione e tutto ad un tratto il sistema collassa e qualcosa di nuovo nasce.

E’ successo innumerevoli volte nella storia con imperi, regni, nazioni, civiltà.

La lista è lunga.

La decadenza porta alla distruzione.

Sembra strano a molti, ma quando l’uomo perde l’orientamento, dimentica le sue origini, il suo scopo, la sua alta natura e il suo destino glorioso….. Cade, psicologicamente, materialmente, socialmente.

Così funziona. Così la storia delle civiltà ci ha dimostrato.

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Ogni volta che una civiltà è caduta preda della superstizione, del dogma, e poi del materialismo, dei vizi, corruzione… non molto tempo dopo, è scomparsa, facendosi sostituire molto spesso da nuove civiltà che ripartivano da nuovi sistemi di valori con una nuova linfa vitale spirituale.

Ma che cosa è questa spiritualità?

Non è un dogma. Non è superstizione. Non è credere.

La religione, in origine non è nessuna di queste cose in realtà.

Questo è ciò che noi l’abbiamo fatta diventare, o meglio questo è ciò che la maggior parte delle istituzioni religiose hanno fatto, per interessi di potere.

La conocenza e la consapevolezza, sono sempre state nemici degli oppressori assetati di potere e dominio. Meglio far credere che “noi siamo DIO in terra” e che credere ciecamente ai nostri dogmi senza senso sia la vera, anzi unica via del buon religioso a cui verrà data la ricompensa, che decidiamo noi, anzi, che vendiamo noi”. Insomma l’ignoranza è un bene per le dittature, religiose e non religiose.

In verità, la spiritualità, innanzitutto è una realtà, come lo è la luce del sole da cui tutti noi dipendiamo per esistere.

La sua caratteristica primaria si chiama AMORE e la secondaria si chiama CONOSCENZA.

La sua ORIGINE? Si chiama DIO. Un essere che va aldilà della nostra comprensione ed immaginazione.

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La religione? È il mezzo principale attraverso il quale questo essere, la nostra origine, manifesta la sua volontà e trasmette parte della sua conoscenza a noi, rivelandoci il nostro destino, il nostro scopo, I nostri attributi. Qui risiedono le coordinate nascoste per intraprendere il cammino di una civiltà verso la gloria, il benessere, la felicità e lo SVILUPPO.

Lo sviluppo della scienza e di tutte le materie necessarie a costruire una civiltà, una nazione.

Alla fine è tutto collegato e non esiste neanche una completa distinzione fra scienza, religione, spiritualità, anima, corpo.

Fanno tutti parte della medesima realtà. Sono solo elementi diversi ma collegati fra loro come gli organismi di una cellula.

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Alcuni possono essere solo visti, altri solo sentiti e per altri ancora c’è da indagare più a fondo e sviluppare quesi sensi che non usiamo mai o che dobbiamo ancora scoprire di avere.

Prima degli anni 70-80′ non si pensava possibile fare 100 metri in meno di 10 secondi.

Prima del ventesimo secolo pensavamo che volare fosse un dono riservato al regno degli uccelli.

E se fossimo solo all’inizio dello sviluppo della civiltà umana?

Purtroppo però prima di andare avanti, evitare l’estinzione, come molte civiltà in passato,

dovremo indagare a fondo su ciò che siamo veramente e decidere come improntare la nostra società del futuro.

Ho intervistato il Dott. Julio Savi, scrittore e studioso nelle tematiche spirituali e religiose.

Dopo una breve introduzione, trovate il suo intervento sullo scopo della spiritualità.

Sono nato in Asmara, Eritrea, quando quella regione era ancora una colonia italiana, da genitori nati in colonia, da nonni emigrati in colonia, da bambine le nonne e poco più che adolescenti i nonni. Lo dico perché i 22 anni che ho trascorso in Eritrea hanno fortemente influenzato la mia vita e i miei interessi. Mio padre mi ha avviato verso gli aspetti spirituali e mistici della religione. Gli studi classici mi hanno indirizzato verso la bellezza nell’arte. Il mio maestro di pianoforte mi ha avvicinato alle contenute passioni di Bach. Il fascino dei paesaggi africani incontaminati ha rafforzato il mio amore per la bellezza della natura. Il cosmopolitismo di Asmara mi ha aiutato a comprendere l’unità del genere umano, il più importante principio spirituale per la soluzione dei problemi del mondo. Da qui nascono tutti i miei interessi: gli aspetti spirituali e mistici delle religioni e lo sviluppo spirituale dell’uomo, i diritti umani, la natura e la difesa dell’ambiente, la poesia, la musica.”

Secondo me spiritualità significa acquisizione delle capacità necessarie per realizzare il duplice scopo della propria vita. Interiormente, noi dobbiamo conoscere e adorare Iddio, nel senso di seguire per amor di Dio i dettami della propria religione, la cui origine divina si è riconosciuta. Esteriormente, dobbiamo contribuire a «far avanzare una civiltà in continuo progresso» (Baha’u’llah, Spigolature, sez. CIX, par. 2). Queste capacità la cui acquisizione è l’essenza della spiritualità sono le virtù, espressioni concrete degli attributi divini, potenzialmente presenti nella nostra anima, che è pertanto simile a Dio, nel senso spiegato nella Bibbia quando dice: «E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza…”» (Genesi I, 26). La spiritualità è dunque anche conoscenza di se stessi, ossia conoscenza degli attributi divini della propria anima, conseguita nel quotidiano sforzo per dare a questi attributi un’espressione percepibile nei sentimenti, nei pensieri, nelle parole e soprattutto nelle azioni. La spiritualità è dunque indispensabile per vivere una vita proficua, sia nell’intessere rapporti personali a beneficio di tutti, sia nel contribuire al miglioramento del contesto sociale cui si appartiene.”

DIFFERENZA FRA DOGMA E REALTA’ SPIRITUALE?

Nel mondo moderno, che attribuisce un grande valore alla libertà personale sia nell’uso della ragione sia nel comportamento, il dogma, inteso come «principio fondamentale che si deve accettare senza sottoporlo al vaglio critico della scienza», non è molto gradito. Ma indubbiamente esistono alcune verità che ben difficilmente potranno essere dimostrate vere o false dalla scienza. Molti scienziati e filosofi hanno cercato di dimostrare l’esistenza di Dio, l’esistenza dell’anima e la sua immortalità. L’esperienza dimostra che le loro dimostrazioni sono in genere accettate da coloro che hanno una visione spirituale della natura del realtà e confutate da coloro che hanno una visione materialistica della natura della realtà. Altrettanto dicasi delle prove dell’inesistenza di Dio e dell’anima immortale. In altre parole mi sembra che l’esistenza di Dio, l’esistenza e l’immortalità dell’anima siano concetti che possono essere accettati come verità illuminanti oppure confutati come dogmi inaccettabili a seconda di una concezione personale della realtà che varia da individuo a individuo a seconda delle esperienze compiute nella vita e a seconda di un orientamento della propria volontà di credere o di non credere nella loro validità. Per esempio, io personalmente credo nell’esistenza di Dio, un’inconoscibile Essenza, della quale mi riconosco figlio assieme a tutto ciò che esiste e della quale penso di poter dire ciò che Essa non è, e non ciò che è. Ma questa mia certezza interiore nasce da un insieme di considerazioni alcune razionali e altre affettive, e pertanto difficilmente descrivibili mediante un discorso logico, falsificabile scientificamente. E dunque io ho una certezza nell’esistenza di Dio che può essere trasmessa solo con gli strumenti della metafora o, se vogliamo, della poesia. Si potrebbe dire per questo che io sono meno intelligente o onesto nell’uso della facoltà razionale di cui dispongo di chi invece non crede in Dio?” Julio Savi.

Cosa ne pensa della differenza fra la religione originaria rivelata dai fondatori ed il deturpamento perpetrato dall’uomo nel corso dei secoli?

Quando penso alle religioni, soprattutto alla luce del principio baha’i dell’unità delle fondamenta delle religioni, nella mia mente si forma una stratificazione di idee. Innanzi tutto penso alla dimensione trascendente delle religioni: una specie di idea platonica di religione presente nei mondi divini. In questo caso per religione intendo gli insegnamenti divini dei Fondatori delle religioni. Essi fanno parte dei mondi celesti. Per illustrare questo concetto mi avvalgo di una bella metafora musulmana, il Libro-madre. È il testo del Corano scritto sulla cosiddetta Tavola preservata, ossia l’archetipo del Libro sacro metaforicamente presente nei mondi divini. Poi penso alla prima espressione terrena di questa religione metafisica, la Paola sacra, rivelata dal Fondatore e conservata per iscritto nelle sacre Scritture. È solo dai tempi di Muhammad che si ha la certezza di una coincidenza fra la Parola proferita dal Fondatore e quella scritta. In epoche anteriori le parole del Fondatore sono state trascritte qualche tempo dopo la Sua scomparsa fisica da questo mondo e spesso in una lingua diversa. Gesù ha parlato in aramaico, ma i Vangeli sono stati originariamente scritti in greco antico. Poi penso all’interpretazione di quelle parole date da noi esseri umani, sia in senso teorico, nei nostri scritti di commento, sia in senso pratio, ossia nel nostro modo di vivere nella pratica gli insegnamenti divini delle sacre Scritture. Le sacre Scritture appartengono al mondo fisico ma sono interamente pervase dalla luce dei mondi dello spirito. I nostri scritti e le nostre azioni invece, per quanto eccelsi, non possono non essere appannati dalla polvere di questo nostro mondo terreno. È dunque inevitabile che la traduzione storica delle Parole celesti del Fondatore non sia identica al modello. Tanto più remota la rivelazione della Parola tanto più presente è la polvere umana sulla sua concretizzazione. Ma è mia convinzione che il Potere spirituale dei Fondatori, che è il potere dello Spirito Santo, aiuti comunque i Loro seguaci nei loro sforzi di esprimere qui sulla terra le virtù da Loro insegnate, purché il loro spirito resti puro dai contagi del mondo, che ci spingono a prediligere le egocentriche illusioni del potere e del piacere alle proficue realtà della crescita.”

Che cosa è la progressività delle religioni?

Questo insegnamento bahá’í già presente nel Corano e, in nuce, nella Bibbia è, ai miei occhi, lo strumento che, una volta compreso, realizzerà l’unità nella religione, una delle sette luci dell’unità descritte nelle Scritture bahá’í. Secondo questo insegnamento Iddio ha inviato a ogni popolo un Suo Portavoce per guidarlo verso una vita fisicamente, intellettualmente e spiritualmente proficua qui sulla terra. Di alcuni di questi Portavoce è rimasta una forte traccia nella storia. Sono i Fondatori delle cosiddette religioni universali, come per esempio le Religioni induiste, l’Ebraismo, il Buddhismo, il Cristianesimo, l’Islam, la Fede bahá’í. Ciascuna di queste religioni ha trasmesso all’umanità valori universali, in una forma adatta al popolo e all’epoca in cui esse sono rispettivamente nate. Ciascuna di esse ha accompagnato l’umanità verso la realizzazione nel mondo di forme di unità sempre maggiori, a partire dall’unità della famiglia, fino a culminare oggi nell’unità del genere umano, che non esclude nessuno dai suoi ranghi. Questo insegnamento è egregiamente descritto da queste parole di Bahá’u’lláh, il Fondatore della Fede bahá’í: «Sappi con certezza che in ogni Dispensazione [ossia religione] la luce della Rivelazione divina è stata concessa agli uomini in proporzione diretta alla loro capacità spirituale» (Spigolature, sez. XXXVIII, par. 1). Pertanto «Non v’è alcun dubbio che i popoli del mondo, a qualsiasi razza o religione appartengano, si ispirano a un’unica Fonte celeste e sono sudditi di un solo Dio» (Spigolature, sez, CXI, par. 1). E dunque la lotta fra le religioni non è giustificata perché le religioni, che provengono tutte dallo stesso Dio, perseguono un unico scopo, che nella letteratura baha’i è descritto come «l’acquisizione di lodevoli virtù, il miglioramento della morale, lo sviluppo spirituale dell’umanità» (‘Abdu’l-Bahá, Promulgation 152, 153).” Julio Savi.

Articolo a cura di

Alexander Casu Lorne

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Informazioni su krisis21

Sono un Videomaker, regista, Blogger. Ho aperto Krisis21.com per dare un contributo alla società: aprire e risvegliare le coscienze. Economia, società, psicologia, spiritualità, scienza, arte, cultura visti da una nuova prospettiva per affrontare la crisi umana individuale e collettiva che stiamo affrontando in questo difficile ventunesimo secolo.
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