UNA RIVOLUZIONE CHE NON SI PUO’ FERMARE

La storia dell’uomo non è una bella favola con il lieto fine garantito.

Rassomiglia più ad una tragedia, un dramma, un racconto dal sapore amaro, un volto di luci e ombre.

Da sempre il “popolo”, inteso come la maggior parte degli abitanti di questo pianeta che non detiene potere o ricchezze immense, sogna il giorno in cui esisteranno libertà, giustizia, equità, serenità e pace.

L’individuo e la società lavoreranno e prospereranno in sinergia, in armonia con la natura e le risorse del pianeta. La famiglia ed il benessere materiale e spirituale del popolo, saranno il centro gravitazionale attorno al quale gireranno tutte le istituzioni, forme di governo, associazioni, aziende.

Non è facile arrivare anche solo a credere in questo dopo secoli di genocidi, guerre, massacri.

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Tuttavia, questa visione si è sviluppata con il crescere della sofferenza.

Secoli di schiavitù, colonialismo; decenni di dittature, globalizzazione, sfruttamento hanno solo alimentato il desiderio di libertà dell’uomo.

Per ora rimane solo un sogno.

In milioni stanno lavorando per la sua realizzazione.

Spero solo che faremo in tempo. Non ci rimane molto.

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A dirlo non sono gli astrologi ma gruppi di scienziati in tutto il mondo.

Continuando su questa strada entro 50 anni massimo, il sistema collasserà ed il pianeta si rivolterà contro di noi.

Credeteci o no, ma c’è chi crede che tutto si risolverà in automatico.

Anzi in molti sono convinti che con l’attuale capitano della nave, possiamo stare tranquilli.

No no.

Un cambiamento drastico è necessario.

Una rivoluzione è necessaria.

Rivoluzione delle idee, del pensiero e nel modo di vivere.

Mi chiedo solo se faremo in tempo.

Ci sono forze, gruppi di potere che non vogliono il bene dei cittadini del mondo.

Vogliono mantenere il dominio su tutto, non rinunceranno mai a potere, ricchezze.

Inoltre l’altro ostacolo quasi insormontabile siamo noi stessi.

Pigri, deboli, creduloni, ignorantoni, pecoroni e con poca voglia di cambiare anche solo le abitudini più insignificanti.

Eppure Giuseppe Robiati crede che esistano delle forze innate nella natura dell’uomo che lo spingono verso la crescita, il cambiamento e lo sviluppo.

Spesso è lento ed invisibile ad occhio nudo ( o ceco), ma esiste.

Forse la vera sfida e soluzione non è quella di intraprendere una battaglia frontale con queste forze politico-economico-finanziarie che stanno stritolando le costole della nostra civiltà come un boa costrittore.

Forse la rivoluzione(sviluppo) è nel nostro DNA, nella nostra anima.

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Forse è da lì che dobbiamo partire.

Se riusciamo a cambiare noi stessi, il mondo, domani sarà già diverso.

Secondo Robiati, questo sviluppo è sempre esistito.

La rivoluzione è un processo che non si è mai fermato e che va al di là della volontà dei potenti, degli oppressori e degli oppressi.

Il giorno promesso è quindi scritto nelle pagine della nostra storia?

Attenzione però, anche se così fosse, siamo noi a decidere quanto penare per arrivarci e quanto tempo metterci.

Il successo non è garantito.

Per esempio, il corpo umano è stato programmato per crescere, svilupparsi e riprodursi ma è possibile interrompere questo processo, questo destino, con una pistola, una bomba atomica, con una carestia ed in altri mille modi. Anche se questo dovesse accadere, questo non vuol dire che la nostra natura, il nostro futuro era segnato. Siamo noi che in quel caso avremo deciso di interrompere violentemente il corso della storia.

Personalmente penso che molto presto, ci renderemo tutti conto di essere nel mezzo di una battaglia decisiva. Se non passeremo al livello successivo dell’evoluzione umana, saremo sconfitti.

Riporto qui un riassunto della  videointervista che trovate in cima all’articolo, Beppe Robiati:

“Le regole morali di queste 7 miliardi di persone (umanità) dovrebbero essere allineate nella stessa direzione. Se noi riusciamo attraverso sistemi educativi, scuole, università… a far si che i giovani acquisiscano consapevolezza e si uniscano, avremo da una parte la nascita del cittadino mondiale e dall’altra queste regole che serviranno a regolare questa società mondiale. Questo è lo sviluppo che arriverà.

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Molti potrebbero pensare che quello che ho appena detto sia un’utopia che non potrà mai realizzarsi e che ci siano potenti forze economico-finanziarie che vieteranno questo sviluppo.

Proviamo ad andare indietro.

Pensate che gli imperatori ed I re del 500′-600′ oppure napoleone terzo, Nazridin Shah, l’impero ottomano….. pensate forse che non avessero in mente di mantenere il potere? Ovviamente loro non volevano nessun tipo di rivoluzione.

Lo sviluppo passa al di sopra della volontà dei singoli.

Ci sono dei processi nell’universo che fanno parte integrante di una crescita.

La natura dimostra che tutto nasce, cresce e si sviluppa, come un bambino.

Certamente esistono dei momenti di crisi profonda dove si può anche morire.

Non è detto che se noi non arriviamo all’unità (pace) mondiale, il pianeta ( la civiltà) possa ricominciare.

Il pianeta potrebbe essere distrutto dalla tecnologia di alcuni gruppi potenti che sono ancora dei guerrafondai.

Pensate che durante la storia dell’evoluzione della civiltà, nel passaggio fra il villaggio e la città, sono intercorsi millenni. Migliaia di volte il processo è fallito, tornando indietro al villaggio, per poi ricominciare il processo.

Lo sviluppo è insito nella creazione e ritorneremo sempre al passaggio dell’unità mondiale.

E’ una scelta che possiamo fare. In parte dipende da noi ma a volte il processo dipende da altre circostanze.

Io penso come un contadino che pianta il seme del limone perché fra 20 anni I suoi figli potranno nutrirsi di questi frutti, anche se lui non li potrà forse mai gustare ma al contrario dovrà fare molti sacrifici per prendersi cura dell’albero.

Tuttavia questo frutto potrà essere una soluzione per coloro che verranno dopo di lui.

Quando noi pensiamo allo sviluppo, dobbiamo adoperarci a lasciare delle risorse per le generazioni che verranno.

La migliore risorsa che possiamo lasciare sono I VALORI.

Lo scopo della vita è solo l’accumulo di ricchezze? Oppure siamo responsabili per le prossime generazioni?

E’ molto importante dare tematiche di ordine etico-morale all’interno di ciò che non l’ha mai avuta : lo scopo fondamentale dello sviluppo capitalistico, il PROFITTO.”

Alexander Casu Lorne

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Informazioni su krisis21

Sono un Videomaker, regista, Blogger. Ho aperto Krisis21.com per dare un contributo alla società: aprire e risvegliare le coscienze. Economia, società, psicologia, spiritualità, scienza, arte, cultura visti da una nuova prospettiva per affrontare la crisi umana individuale e collettiva che stiamo affrontando in questo difficile ventunesimo secolo.
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