NON È MAI TROPPO TARDI ! NIENTE È IMPOSSIBILE! ANDREA REALIZZA IL SOGNO DI UNA VITA, MA ALL’ESTERO

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Viviamo in tempi molto difficili, ogni anno, milioni di sogni, speranze e progetti di giovani italiani vanno in frantumi. Come mi disse una volta un’economista italiano: “questo non è un paese per giovani”. Non voglio sembrare pessimista, anzi, questo articolo sarà tutt’altro. Qui parliamo di speranza e come dice il titolo “niente è impossibile”. Ma è anche giusto ricordare quanto difficili siano le condizioni in cui generazioni di Italiani devono vivere, anche per applaudire chi, con tanta fatica, coraggio e sacrificio e magari un pizzico di fortuna è riuscito a realizzare un sogno qui o all’estero.

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Ogni anno, quasi centomila italiani decidono di uscire da questa penisola e cercare fortuna altrove. Attualmente, circa 1 giovane su 3 si ritrova senza lavoro e gli altri “2 e mezzo” lavorano in condizioni di grande precariato, guadagnando troppo poco per potersi costruire una totale indipendenza dalla famiglia. Chi trova lavoro qui in Italia, si rende conto molto presto di non essere poi così fortunato, spesso viene ingannato, truffato, gli vengono fatte molte promesse e diventa vittima di sfruttamento e per i più sfortunati, arrivano anche maltrattamenti con tanto di mobbing. Se sei un giovane sensibile, creativo, con tanti sogni nel cassetto, una volta persa la speranza, puoi facilmente finire in depressione e nonostante tu sappia di avere molte capacità e potenzialità, unite magari a qualche laurea, ti senti un fallito, un uomo finito.

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Molti non ce la fanno ed il mondo perde per sempre una stella che non è mai arrivata al suo massimo splendore ed anche se nessuno se ne accorge, questo triste evento è una perdita per tutti.

Vi è mai capitato di sentirvi così? Di pensare “ ok sono fottuto”, “ora cosa faccio? È la fine” ?

Alcuni invece, come una araba fenice, rinascono dalle proprie ceneri e riescono a spiccare il volo verso il cielo del firmamento.

Mai arrendersi, la vita mi ha insegnato che per quanto il passato od il presente siano bui, un futuro radioso ci potrebbe aspettare, e come l’esperienza di Andrea ci insegna, i sogni non vanno sognati per essere realizzati, non vanno solo desiderati, ma progettati, costruiti con il sangue e sudore.

Io però ho un consiglio in più da dare a chi ha ricevuto fin troppe delusioni, “don’t look back”, non guardarti indietro, usa un po’ di immaginazione e crea una visione del futuro in cui tu sei già con la “coppa di champagne” in mano e guardi al tuo operato dicendo “wow che avventura”, “non pensavo, ma ce l’ho fatta a realizzarlo questo sogno!” ;  in realtà non è un sogno, ma un progetto, una missione. Se poi in questa missione c’è anche una bella dose di altruismo, amore e passione, tutto sarà più facile.

L’Italia ha perso un’altro giovane italiano straordinario, io l’ho intervistato.

Spero che la sua storia, assieme alle foto, possa colpirvi e magari commuovervi come ha fatto con me, vi presento Andrea Pompele:

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Andrea, hai realizzato un sogno, oggi

sei una guida di safari e di viaggi meravigliosi. Tuttavia non è sempre stato così.

Hai passato annate molto difficili e stressanti prima di arrivare fino a qui.

Parlaci un po’ degli anni “bui”, cosa facevi? Cosa hai provato?

Andrea:” Dopo la laurea specialistica in ecologia e prima quella triennale in biologia ecologica con indirizzo in etologia mi sono scontrato con la difficile realtà accademica italiana, nessuna speranza. Perciò mi sono buttato sul mondo del lavoro cercando di spendere al meglio la mia qualifica universitaria. Peggio del previsto ovviamente. Nel mio campo di studi non c’erano opportunità, ho cambiato diversi lavori a progetto, finendo poi nel compromesso delle multinazionali. Non esattamente quello che speravo di fare nella vita. Qui però ho trovato un’opportunità di lavoro concreto che dopo qualche anno di sudore e 3 diverse mansioni mi ha offerto gentilmente di stare a galla nella confusione dello stress e nella prospettiva di una carriera del tutto immaginaria. Ero infelice e sotto pressione ogni giorno.”

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Ad un certo punto è scattato qualcosa. Cosa ti ha spinto e cosa è successo?

 “Come nella maggior parte dei casi non è stato il lavoro la scintilla che mi ha acceso verso il cambiamento: ho avuto problemi di salute e personali piuttosto grossi che hanno portato alla rottura del mio matrimonio. Da qui è maturata la necessità di una riflessione profonda: ad un certo punto della vita ti devi chiedere cosa vuoi fare da grande e io ho deciso che era troppo tempo che mi raccontavo bugie e ho scelto di cambiare. Quello che mi spingeva era la consapevolezza profonda che non stavo facendo quello che sognavo di fare, me la raccontavo da solo e non stavo vivendo, stavo sopravvivendo. Cercavo di compensare la mia frustrazione profonda con surrogati che mi sembravano importanti: la casa, la macchina, il cellulare, le vacanze, le donne etc…invece di vedere cosa era realmente importante per me, i miei sogni di bambino. Sognare è una cosa seria e bisogna lavorare ogni giorno per realizzare i propri sogni, a quel punto non c’è niente che ti possa fermare, tranne, appunto, te stesso. Quando capisci che solo tu puoi cambiare la tua vita, tutte le opinioni, voci, consigli e soprattutto aspettative che gli altri proiettano su di te non sono altro che illusioni. Tu stesso le crei, dando loro importanza e trasformando queste aspettative altrui in tue, danneggiando la tua potenzialità reale, vivendo come gli altri vorrebbero che tu vivessi non come tu vorresti e dovresti vivere, cioè seguendo la tua natura, i tuoi sogni. Non c’è niente di più reale dei sogni.

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Torniamo al presente. Dopo questo grande gesto di coraggio e dopo tanti sforzi, si è

realizzato questo sogno. Oggi sei guida di emozionanti avventure in Africa, in

particolare nella savana ed inoltre hai aperto un bellissimo blog dove racconti in

maniera molto passionale il tuo vissuto nel regno della natura e dove pubblichi foto

mozzafiato.

Parlaci di questa tua passione e di come l’Africa e madre natura ti hanno trasformato e

perché secondo te.

Ci è voluto un po’ in realtà non è che uno si sveglia la mattina e BAM, tutto è diverso, devi lavorarci su. Cambiare giorno per giorno, senza perdere neanche un attimo di tempo. La natura è la mia passione da sempre e l’Africa mi ha sempre affascinato fin da bambino, sognavo di vedere di persona quei posti che osservavo nei documentari oppure nei film. L’Africa ti cambia sicuramente nel momento in cui la vivi giorno per giorno, pensa che giro scalzo nella savana nel campo dove lavoro e faccio fatica a mettermi le scarpe ora, nonostante ci siano pericoli di farsi male in ogni angolo. Direi che più che altro sto seguendo la mia natura, mi sto liberando di un bel po’ di sovrastrutture che limitavano la mia libertà di azione, di pensiero e di espressione. Ho realizzato concretamente che questa era la vita per me quando per la prima volta ho guardato un leone ad un metro di distanza negli occhi, stavo seguendo il training per diventare guida di safari e tutti nella macchina erano emozionati, mentre io mi sono accorto che ero totalmente rilassato e tranquillo, a mio agio. Certamente sono una guida professionista ma mi sono evoluto un po’ e sono diventato camp manager di un campo tendato in un parco nazionale in Tanzania, sono trainer e responsabile delle guide e faccio in modo di sfruttare l’esperienza per formare gli altri, oltre a vivere nel parco nazionale più wild che ci sia in Tanzania, il Ruaha National Park, con gli elefanti che entrano nel campo e i leoni che ruggiscono di notte. Un paradiso.

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Quali sono state le difficoltà che hai trovato nel realizzare questo progetto: costruirti

questa professione e tenere in piedi un Blog?

Le difficoltà sono tante, primo perché non hai una chiara idea di come funziona questo mondo finché non ti ci catapulti dentro, secondo perché devi studiare tantissimo per ottenere un risultato professionale e terzo perché spesso ti trovi a lottare con mille difficoltà sia pratiche che teoriche, questo non è un lavoro, è uno stile di vita, che devi comprendere e accettare fino in fondo, non ci sono scappatoie, non esistono vie d’uscita, è una scelta, non una fuga, e deve essere consapevole e profonda.

Tenere in piedi un blog non è facile soprattutto quando hai mille cose da fare! Gestire un campo tendato nella savana in mezzo al niente richiede un impegno costante e il tempo a tua disposizione scarseggia sempre, tuttavia con un po’ di buon senso e tanto impegno, anche per il blog occorre darci dentro, ce la faccio. E poi mi piace condividere esperienze e pensieri con gli altri, perciò non ho intenzione di fermarmi anche se ammetto che la frequenza di pubblicazione degli articoli è calata da quando l’ho aperto, tra struttura dei post ed editing dei video e foto è un lavoro lungo. Che però mi appassiona.

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Pensi mai tornare a vivere in Italia o hai mai un po’ di nostalgia?

Nostalgia sì soprattutto della mia terra e delle sue montagne, della mia famiglia, degli amici e soprattutto di mia figlia, con la quale comunque riesco ad avere un contatto pressoché quotidiano via Skype, la tecnologia se usata bene è molto utile. Dell’Italia francamente no. Ad essere sincero non avevo uno scopo, nessuna opportunità e nessuno stimolo e non credo che tornerò a vivere in Italia, sono orgoglioso di essere italiano, tuttavia non appartengo a nessun luogo o paese, il mondo è un posto meraviglioso, e nessun concetto o appartenenza potranno più richiudermi in una gabbia di abitudini, ho voglia di esplorare, sento il bisogno di farlo, è nella mia natura.

Che cosa consigli ai giovani Italiani e Valdostani che sono indecisi su che cosa fare,

dove andare e che sono un po’ demoralizzati dalla difficile situazione economico

finanziaria del nostro bel paese?

Di fare quello che a loro piace davvero. Le persone felici e soddisfatte sono persone migliori in tutti i sensi e sono persone di successo, che non si misura certo con la capacità economica, bensì con il tempo che spendono nel realizzare i propri sogni, dovunque essi portino. Di non aspettare che le cose si sistemino, tanto non si sistemano da sole, cominciate a cambiare voi stessi e la vostra prospettiva di vita cambierà all’istante, le possibilità si presenteranno a voi, studiate nuove soluzioni e non perdete tempo la vita è una sola e va vissuta. Imparate le lingue bene, sono la chiave per aprire la porta verso nuove opportunità e viaggiate, muovetevi, andate. Il mondo è in costante evoluzione e occorre essere sempre più pronti e disponibili al cambiamento. Il modo migliore per fare le cose è farle.

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Ringrazio Andrea per la sua disponibilità e gli auguro di continuare su questa strada.

Vi invito a seguire il suo bellissimo Blog:

http://adventurelifeprojectafrica.blogspot.it

Ho anche pensato di condividere con voi la bellissima canzone di Ranzie Mensah,

“It’s Never too Late”, non è mai troppo tardi.

Alexander Casu Lorne

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Informazioni su krisis21

Sono un Videomaker, regista, Blogger. Ho aperto Krisis21.com per dare un contributo alla società: aprire e risvegliare le coscienze. Economia, società, psicologia, spiritualità, scienza, arte, cultura visti da una nuova prospettiva per affrontare la crisi umana individuale e collettiva che stiamo affrontando in questo difficile ventunesimo secolo.
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Una risposta a NON È MAI TROPPO TARDI ! NIENTE È IMPOSSIBILE! ANDREA REALIZZA IL SOGNO DI UNA VITA, MA ALL’ESTERO

  1. Ranzie Mensah ha detto:

    Bellissimo intervista Andrea. Un ispirazione per tutti!

    Liked by 1 persona

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