LA SOCIETA’ DELLA (DIS)INFORMAZIONE

A che età avete perso l’innocenza?

Intendo dire, vi ricordate quando avete cominciato a capire che la società in cui viviamo non è quella che sembra?

Ciò che pensiamo di essere differisce molto da ciò che siamo veramente.

Il mondo viene dipinto dai media in un certo modo ed a prima vista, la nostra civiltà appare in una forma particolare.

Se per esempio un marziano dovesse guardare la tv, leggere I giornali, farsi una scorpacciata di film, acquisirebbe una visione X del pianeta terra.

Una volta atterrato, dopo tanti anni vissuti nella nostra società, rimarrebbe forse traumatizzato e stupito di cosa non siamo capaci e di quanto piccola era la punta di quell’enorme iceberg.

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Quasi niente è come sembra e quando pensavamo di aver visto tutto…

E’ fondamentale secondo me che ognuno di noi si renda conto che per quanto istruito e per quanto sicuro di sè, siamo tutti ignoranti.

A volte l’ignoranza è un bene, generalmente è un male io credo.

Il male assoluto è sicuramente l’arroganza. Credere di sapere tutto e di essere autosufficienti.

Le persone più intelligenti ed istruite hanno la tendenza a cadere in questa trappola e si ammalano spesso di “Teomania” o “Megalomania” che conducono alla distruzione.

È per questo che imperi, superpotenze, dittature decadono… e … crollano.

Crollano sotto il peso dell’oppressione che hanno creato.

Crollano sotto il peso di corruzione, manipolazioni, menzogne, complotti che hanno creato milioni di vittime e sofferenza a miliardi di persone.

Ovviamente tutto questo può solo funzionare con uno show di marionette in primo piano, un MATRIX.

In questo intervento del 2008, il Prof. Giovanni Leonardi ci parla della società dell’informazione, ovvero della disinformazione. Ovvero di come I media occultano, esagerano e manomettono l’informazione.

Articolo a cura di Alexander Casu Lorne

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ECONOMIA PERFETTA & UN MONDO DEL LAVORO CON L’UOMO AL CENTRO

È davvero possibile fondare una civiltà umana in cui tutti siano felici?

È completamente utopico sperare di veder nascere una società in cui povertà, fame, guerre, malattie ed ingiustizie non esistano?

Non lo so, ma mi piace pensare e sperare che ciò accadrà.

Per realizzare questo sogno bisogna cominciare a costruire le fondamenta.

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L’economia, il mondo del lavoro deve essere guidato da scelte politiche etiche e morali che mettano al centro l’uomo, il cittadino, il lavoratore, la famiglia.

Anche a costo di decrescere economicamente o finanziariamente.

Senza un’economia “perfetta”( giusta, equa), non potrà mai esistere felicità e benessere per l’uomo.

Inoltre, questo ordine mondiale attuale dovrà sicuramente in qualche modo crollare per lasciare posto ad un “nuovo mondo”.

La nostra generazione dovrà cedere il passo ad una “nuova generazione di uomini”, uomini liberi da pregiudizi, ego ed orgoglio.

Personalmente sono un pò arrabbiato.

Siamo nati in una dimensione materiale, con un corpo che ha continuamente bisogno di essere alimentato.

Siamo cresciuti in una società dalla quale dipendiamo per far soppravvivere il nostro corpo e prenderci cura della nostra famiglia.

Il lavoro, è l’unico mezzo per vivere o morire.

Dal lavoro ci procuriamo il denaro e con esso ogni bene necessario.

Sono arrabbiato perché è da qui che nascono tutte le ingiustizie, è da qui che nasce la schiavitù ed ovviamente è da qui che possiamo liberarci.

Il lavoro è controllato da un sistema politico-economico-finanziario malato e senza scrupoli.

In passato era anche peggio forse (schiavitù , colonialismo ieri….sfruttamento e schiavi moderni oggi)

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Quello che voglio dire è che siamo dipendenti, vincolati da sempre ad un sistema che crea miliardi di poveri e morti di fame, milioni di disoccupati e senza tetto, che a loro volta diventano un’arma con la quale spaventarci: attento, puoi fare quella fine.

Sono arrabbiato perché, essendo mortale, l’uomo ha sempre dovuto sottomettersi a sistemi economici pur sapendo che non erano giusti e che prima o poi avrebbero ridotto alla fame lui od il suo vicino.

Che scelta avevamo?

Allo stesso tempo, le religioni, sono state molto esigenti con l’uomo, richiedendo un comportamento molto spirituale in una dimensione molto materiale, in un’economia senza scrupoli dove senza lavoro, denaro, non sopravvivi e spesso, senza compromessi, senza umiliazioni, se non vuoi farti sfruttare o maltrattare, NON LAVORI.

Ovviamente chi è sempre stato bene, chi ha sempre avuto la “pancia piena”, difficilmente può provare questa rabbia e frustrazione.

Chi ha vissuto situazioni difficili o ha visto persone care soffrire povertà e fame mi può forse comprendere meglio.

Il lavoro, nel contesto di equità, etica e giustizia, è nobile come la preghiera ribadisce Giuseppe Robiati, un diritto e dovere. Purtroppo, la storia ci insegna che è anche stato lo strumento di oppressione dei ricchi e potenti di ogni epoca.

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Sono arrabbiato perché penso che se davvero “Dio” voleva per noi un mondo giusto, avrebbe forse dovuto rendere l’individuo libero ed indipendente dai vincoli materiali e dalla società.

L’ideale sarebbe se ognuno potesse davvero essere libero di scegliere in quale mondo, dimensione vivere.

Chi vuole vivere nella società capitalistica occidentale, si accomodi pure ma che rimanga disposto a pagarne un prezzo eventuale.

Chi invece vuole vivere in un sistema economico-politico in cui il lavoratore è al centro del sistema, tutelato da diritti e regole che ne garantiscono la crescita ed il benessere assieme all’azienda ed alla società in cui vive, si accomodi dall’altra parte.

Purtroppo questa scelta non ci è stata data alla nascita.

Siamo piombati qui, in questo mondo caotico, assieme ad altre 7 miliardi di persone e ci tocca fare quello che va fatto.

Se nasci in Siria oggi, ti è andata molto male.

Se nasci da una famiglia benestante a Berlino invece, ti è andata benone.

Non piango per me, ma per 3 miliardi di persone che ogni giorno vivono con meno di un dollaro.

Penso ai 55 milioni di poveri in Europa.

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Mi rattrista ricordare gli Italiani che dormono in macchina perché sfrattati.

Sono furioso quando penso che ci sono risorse e tecnologia per risolvere tutto

ma abbiamo più di 1 miliardo e seicento milioni di zenza tetto (homeless) su questo pianeta.

Tuttavia, mi calmo e sorrido quando vedo imprenditori, economisti che già mettono in pratica nuovi sistemi economici morali che portano felicità e benessere a migliaia di famiglie. Producendo ricchezza e crescita economica.

Questo risveglia in me la speranza che, con un pò di aiuto dall’alto, il sogno di equità e giustizia sia possibile.

Giuseppe Robiati, Economista ed imprenditore, ha una “formula” che applica da anni e che descrive molto bene nei suoi libri : Etica ed economia verso un nuovo ordine mondiale, economia per un nuovo ordine mondiale.

Libri da acquistare e leggere assolutamente!

http://www.editricebahai.com/index.php?main_page=index&manufacturers_id=3

Vi lascio alla sua intervista in cima all’articolo e scrivo una parte del suo intervento:

“Il tema della politica del lavoro è veramente uno dei temi centrali dello sviluppo. Ci sono circa 220 nazioni sul pianeta, ognuna ha la propria politica del lavoro e le proprie leggi. Questo comporta che I salari minimi sono diversi, le regole sulla sicurezza sono diverse, l’eticità di ciò che uno fa sono diverse. In Cina si può guadagnare 100 dollari al mese lavorando 350 giorni all’anno ma il presidente di una multinazionale può guadagnare più di mille volte lo stipendio di un lavoratore medio…” B. Robiati

(Intervento continua nel video in cima all’articolo)

Articolo a cura di Alexander Casu Lorne

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I FIGLI DELLA PUBBLICITÁ E DELL’INGANNO

Tutti vogliono essere dei vincenti.

Tutti vogliono essere delle persone di successo, desiderate ed ammirate.

Ma che cosa vuol dire?

Riflettiamo su tutto ciò che ci viene in mente se pensiamo a queste ultime tre frasi.

Quali sono le caratteristiche ed i tratti che identifichiamo nell’individuo che ammiriamo e che riteniamo brillante? Come lo descriviamo? Come riconoscerlo?

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Gli strateghi del Marketing si fanno una domanda leggermente diversa quando devono preparare una nuova campagna pubblicitaria: come si veste la persona di successo? Che macchina guida? Qual’è il simbolo, l’immagine che rappresenta il sogno di perfezione che tutti hanno dell’uomo ideale?

Dopodiché, il gioco dell’inganno psicologico è molto semplice.

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Il trucco si chiama “associazione di idee, immagini”.

Significa associare un determinato prodotto in un determinato contesto facendo in modo che la nostra psiche lo identifichi come oggetto del desiderio.

Questo meccanismo di associazione, lavora con la parte inconscia della nostra mente.

E quindi senza rendercene conto: voilà! Fregati!

Per esempio, ipotizziamo di girare uno spot TV in una bellissima casa con giardino che tutti gli italiani sognano di avere. Ci inserisco un dolcissimo cane di razza che ogni famiglia Italiana adora. Ad un certo punto compare una splendida famiglia felice e sorridente che a rallentatore mangia la mia marca di biscotti XY.

Inconsciamente, dopo innumerevoli visualizzazioni, la nostra mente assocerà quella marca di biscotti all’affetto familiare, la felicità, il benessere.

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Una top model scende da una macchina di lusso con un vestito splendido.

Ad aspettarla c’è una folla di fans e di giornalisti con tanto di tappeto rosso.

Ad un certo punto, ad accoglierla arriva un famosissimo attore americano da oscar che la guarda con desiderio e passione.

Anche qui, la nostra mente, dopo aver visualizzato molte volte lo spot nell’arco di giorni, settimane o mesi, assocerà quella marca di vestiti, il profumo, l’auto ad un simbolo del successo. Un mezzo di seduzione efficace, un metodo facile per diventare oggetto di desiderio ed ammirazione.

Il vestito, ancor più di altri prodotti, fa parte della nostra IDENTITÁ.

È proprio su questo che gli strateghi del marketing giocano, chi siamo, cosa sogniamo, chi vorremmo essere o diventare, quali sono i nostri desideri e soprattutto quali sono le nostre debolezze.

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La maggior parte di noi pensa di essere immune a tutto questo.

Ma in realtà ci siamo già cascati e non lo percepiamo.

È per questo, come dice Ilaria Caprioglio, i genitori di oggi non sono in grado di fornire delle chiavi di lettura ai figli per non cadere vittime del gioco dei media.

Siamo quindi “figli della pubblicità” più che dei nostri genitori?

Secondo me non basta avere queste chiavi di lettura.

Non è solo un inganno intellettuale ma qualcosa che entra profondamente dentro di noi, toccando dei meccanismi del nostro essere.

Quello che siamo infatti va ben aldilà di ciò che pensiamo di essere e della nostra parte razionale.

Io penso che senza un’educazione forte, profonda, basata su valori, conoscenza, etica, amore e spiritualità è impossibile avere qualche chance di non cadere vittima della cultura pubblicitaria e mediatica del ventunesimo secolo.

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Tutto si fonda sui valori del capitalismo:

il valore di una persona si misura in base a ciò che possiede e non a ciò che è od a ciò che compie, a come si atteggia e non al motore che genera l’azione.

Questo è il mito del capitalismo. L’idea di successo della filosofia del consumismo.

Secondo gli insegnamenti di Cristo, Buddha, Bahá’u’lláh

ed altri fondatori di religione, il valore di una persona si basa su:

_ Quanto si è distaccati dai beni materiali e quanto bravi siamo a dividerli con gli altri

_ Le buone azioni compiute nel corso della propria breve esistenza

_La conoscenza, la saggezza, bontà, generosità ed altre qualità acquisite e di conseguenza messe in atto.

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Aspetta un’attimo! Ma se tutti fossimo un pochettino come Gesù od il Buddha… questo affosserebbe gli affari delle multinazionali!

Non correremmo più nei centri commerciali alla ricerca dell’ultimo profumo o giacchetta trendy.

“MmmmMmMm aspetta… ho un’idea, invertiamo i valori!

Attraverso la pubblicità, il cinema e la Tv dobbiamo far si che miliardi di persone imparino che nella vita bisogna sempre:

_ essere all’ultima moda

_non dividere beni e ricchezze con gli altri, anzi ACCUMULALI a dismisura! Quei poveracci sono invidiosi di te e ti porteranno via tutto!

_Non occorre compiere buone azioni per essere FELICI ! Basta comprare i nostri prodotti!

_ Lavora per consumare il più possibile, tanto la vita è lunga! camperai fino a cento anni, goditela appieno finché puoi. Compra, lavora, produci, godi e consuma. Ogni tanto dona qualche spicciolo per comprarti il paradiso e mettere a tacere la coscienza, poi, torna nei nostri favolosi centri commerciali.

_ Ricorda! se non possiedi questi prodotti non sei cool, non sei alla moda, sei un perdente.”

Vi scrivo il riassunto dell’intervista ad Ilaria Caprioglio e concludo con alcune bellissime citazioni:

L’attuale pressione mediatica pubblicitaria sta veramente creando dei grossi danni, soprattutto ai nostri bambini e giovani. Essi non hanno più la possibilità di filtrare i messaggi che gli arrivano in quanto gli stessi genitori sono vittime di questo marketing aggressivo, dove si impone l’acquisto di prodotti solo perché in quel modo si può rientrare nella fascia delle persone vincenti, presentandosi con le carte in regola in qualsiasi situazione che la vita di tutti i giorni richiede.

È molto pericola questa tendenza degli adulti a non contrastare più questi messaggi pubblicitari e non fornire più le chiavi di lettura ai nostri giovani.

Quest’ultimi sono molto più influenzabili per via dell’età.

Gli strateghi del marketing lo sanno molto bene, e svolgono un ottimo lavoro.

Il nocciolo della questione è che l’adulto odierno è un po’ dimissionario caduta anch’egli nella trappola di questo consumismo che ci porta non solo a consumare gli oggetti ma anche le relazioni fra persone.”

 ILARIA CAPRIOGLIO

Ogni mattina si apre e si espone la propria merce per ingannare la gente; e a sera si chiude, dopo aver ingannato per tutto il giorno.
(Jean de La Bruyère)

Esistono uomini che prosperano in modo eccellente con scaltre menzogne di fronte a sé stessi e al mondo.
(Karl Jaspers)

Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.
(Luigi Pirandello)

Sono tanto semplici gli uomini e tanto obbediscono alle necessità presenti, che colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare.
(Niccolò Machiavelli)

Prendo in giro la gente, perché alla gente piace essere presa in giro.
(Alfred Hitchcock)

La pubblicità ha lo scopo di indurre la gente a comprare delle cose di cui non ha bisogno, con denaro che non ha, per impressionare altre persone che le sono antipatiche.
(Anonimo)

La pubblicità è vecchia come il mondo. Infatti, come tutti sanno, cominciò il serpente a decantare a Eva le virtù della sua frutta.
(Cesare Marchi)

Per permettere alla società dei consumi di continuare il suo carosello diabolico sono necessari tre ingredienti: la pubblicità, che crea il desiderio di consumare, il credito, che ne fornisce i mezzi, e l’obsolescenza accelerata e programmata dei prodotti, che ne rinnova la necessità.
(Serge Latouche)

La pubblicità è un mezzo studiato per rendervi scontenti di ciò che avete e farvi desiderare ciò che non avete.
(Serge Latouche)

O FIGLIO DELL’UOMO!

Tu brami l’oro e Io desidero che tu te ne liberi. Tu ti ritieni ricco nel possederlo e Io valuto la tua ricchezza dal tuo distacco da esso. Per la Mia vita! Questo è ciò che Io so, e la tua è un’illusione; com’è possibile conciliare il Mio pensiero col tuo?

Le Parole Celate di Bahá’u’lláh

State attenti e guardatevi da ogni cupidigia; non perché qualcuno è nell’abbondanza, la sua vita dipende dai suoi beni” (v. 15).

Gesù Cristo

Se una società libera non può aiutare i molti che sono poveri, non può salvare i pochi che sono ricchi.
(John F. Kennedy, Discorso inaugurale, 20 gennaio 1961)

il capitalismo è sopravvissuto al comunismo. Bene, ora si divora da solo.

Charles Bukowski

Dall’attaccamento sorge il dolore, dal dolore sorge la paura; per colui che è totalmente libero, non c’è attaccamento, non c’è dolore, non c’è paura.

Buddha

Gesù è l’affamato, l’assetato, il prigioniero, lo straniero, il nudo, il malato, il moribondo. Gesù è con gli oppressi, i poveri. Vivere con Gesù è vivere con i poveri. Vivere con i poveri è vivere con Gesù .
(Jean Vanier)

Ci sono persone nel mondo che hanno così tanta fame, che Dio non può apparire loro se non in forma di pane.
(Gandhi)

Sconfiggere la povertà non è un atto di carità, è un atto di giustizia.
(Nelson Mandela)

Ci sono due leve per far muover un uomo, paura ed egoismo.

Napoleone Bonaparte

Il mondo intero ama la libertà, eppure ogni creatura ama le sue catene. Questo è il primo paradosso e il nodo inestricabile della nostra natura.
(Aurobindo Gosh)

Pochi uomini desiderano la libertà; molti uomini si augurano solo un padrone giusto.
(Sallustio)

Se la gente deve scegliere tra la libertà e i panini, sceglierà i panini.
(Lord Boyd Orr)

Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi.
(Leo Longanesi)

Togliere le catene agli schiavi è facile, ma liberarli è difficile.
(Anacleto Verrecchia)

Articolo a cura di Alexander Casu Lorne

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SVILUPPO E COLLASSO DI UNA CIVILTA’: A COSA SERVE LA SPIRITUALITA’?

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La Storia delle ultime 3 generazioni per quanto riguarda la religione e la spiritualità si può riassumere con la seguente banale generalizzazione:

  1. Generazione uno, la religione è dogma, credici e basta e prendine I valori fondamentali.
  2. Generazione due, la religione è una menzogna ed è un limite. Essa non ha nulla a che vedere con la spiritualità. I valori me li scelgo io.
  3. Generazione tre, come? che cos’è la spiritualità?

L’anno scorso, una giovane ragazza, molto sincera, mi ha fatto appunto questa domanda. Cos’è la spiritualità ed a cosa serve.

In poche generazioni, Dio, religione e spiritualità sono state quasi completamente eliminate nell’educazione. Lo stesso si può dire forse dei valori? Che sono sempre stati strettamente legati a questi elementi.

Una società che abbandona velocemente questi valori, generalmente decade molto in fretta, come un castello di carte.

Il dogma, la superstizione, io lo chiamo “il materialismo religioso” prendono il soppravvento.

Ci viene detto ( istituzioni) che la religione è credere ciecamente e che “ siamo noi Dio in terra, di pure a noi, facciamo da tramite”.

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In seguito, l’egocentrismo e la natura più bassa dell’uomo prende il sopravvento, sempre più persone non rispettano regole, leggi se non con la forza, I governi e le istituzioni si trasformano in templi di corruzione ed oppressione e tutto ad un tratto il sistema collassa e qualcosa di nuovo nasce.

E’ successo innumerevoli volte nella storia con imperi, regni, nazioni, civiltà.

La lista è lunga.

La decadenza porta alla distruzione.

Sembra strano a molti, ma quando l’uomo perde l’orientamento, dimentica le sue origini, il suo scopo, la sua alta natura e il suo destino glorioso….. Cade, psicologicamente, materialmente, socialmente.

Così funziona. Così la storia delle civiltà ci ha dimostrato.

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Ogni volta che una civiltà è caduta preda della superstizione, del dogma, e poi del materialismo, dei vizi, corruzione… non molto tempo dopo, è scomparsa, facendosi sostituire molto spesso da nuove civiltà che ripartivano da nuovi sistemi di valori con una nuova linfa vitale spirituale.

Ma che cosa è questa spiritualità?

Non è un dogma. Non è superstizione. Non è credere.

La religione, in origine non è nessuna di queste cose in realtà.

Questo è ciò che noi l’abbiamo fatta diventare, o meglio questo è ciò che la maggior parte delle istituzioni religiose hanno fatto, per interessi di potere.

La conocenza e la consapevolezza, sono sempre state nemici degli oppressori assetati di potere e dominio. Meglio far credere che “noi siamo DIO in terra” e che credere ciecamente ai nostri dogmi senza senso sia la vera, anzi unica via del buon religioso a cui verrà data la ricompensa, che decidiamo noi, anzi, che vendiamo noi”. Insomma l’ignoranza è un bene per le dittature, religiose e non religiose.

In verità, la spiritualità, innanzitutto è una realtà, come lo è la luce del sole da cui tutti noi dipendiamo per esistere.

La sua caratteristica primaria si chiama AMORE e la secondaria si chiama CONOSCENZA.

La sua ORIGINE? Si chiama DIO. Un essere che va aldilà della nostra comprensione ed immaginazione.

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La religione? È il mezzo principale attraverso il quale questo essere, la nostra origine, manifesta la sua volontà e trasmette parte della sua conoscenza a noi, rivelandoci il nostro destino, il nostro scopo, I nostri attributi. Qui risiedono le coordinate nascoste per intraprendere il cammino di una civiltà verso la gloria, il benessere, la felicità e lo SVILUPPO.

Lo sviluppo della scienza e di tutte le materie necessarie a costruire una civiltà, una nazione.

Alla fine è tutto collegato e non esiste neanche una completa distinzione fra scienza, religione, spiritualità, anima, corpo.

Fanno tutti parte della medesima realtà. Sono solo elementi diversi ma collegati fra loro come gli organismi di una cellula.

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Alcuni possono essere solo visti, altri solo sentiti e per altri ancora c’è da indagare più a fondo e sviluppare quesi sensi che non usiamo mai o che dobbiamo ancora scoprire di avere.

Prima degli anni 70-80′ non si pensava possibile fare 100 metri in meno di 10 secondi.

Prima del ventesimo secolo pensavamo che volare fosse un dono riservato al regno degli uccelli.

E se fossimo solo all’inizio dello sviluppo della civiltà umana?

Purtroppo però prima di andare avanti, evitare l’estinzione, come molte civiltà in passato,

dovremo indagare a fondo su ciò che siamo veramente e decidere come improntare la nostra società del futuro.

Ho intervistato il Dott. Julio Savi, scrittore e studioso nelle tematiche spirituali e religiose.

Dopo una breve introduzione, trovate il suo intervento sullo scopo della spiritualità.

Sono nato in Asmara, Eritrea, quando quella regione era ancora una colonia italiana, da genitori nati in colonia, da nonni emigrati in colonia, da bambine le nonne e poco più che adolescenti i nonni. Lo dico perché i 22 anni che ho trascorso in Eritrea hanno fortemente influenzato la mia vita e i miei interessi. Mio padre mi ha avviato verso gli aspetti spirituali e mistici della religione. Gli studi classici mi hanno indirizzato verso la bellezza nell’arte. Il mio maestro di pianoforte mi ha avvicinato alle contenute passioni di Bach. Il fascino dei paesaggi africani incontaminati ha rafforzato il mio amore per la bellezza della natura. Il cosmopolitismo di Asmara mi ha aiutato a comprendere l’unità del genere umano, il più importante principio spirituale per la soluzione dei problemi del mondo. Da qui nascono tutti i miei interessi: gli aspetti spirituali e mistici delle religioni e lo sviluppo spirituale dell’uomo, i diritti umani, la natura e la difesa dell’ambiente, la poesia, la musica.”

Secondo me spiritualità significa acquisizione delle capacità necessarie per realizzare il duplice scopo della propria vita. Interiormente, noi dobbiamo conoscere e adorare Iddio, nel senso di seguire per amor di Dio i dettami della propria religione, la cui origine divina si è riconosciuta. Esteriormente, dobbiamo contribuire a «far avanzare una civiltà in continuo progresso» (Baha’u’llah, Spigolature, sez. CIX, par. 2). Queste capacità la cui acquisizione è l’essenza della spiritualità sono le virtù, espressioni concrete degli attributi divini, potenzialmente presenti nella nostra anima, che è pertanto simile a Dio, nel senso spiegato nella Bibbia quando dice: «E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza…”» (Genesi I, 26). La spiritualità è dunque anche conoscenza di se stessi, ossia conoscenza degli attributi divini della propria anima, conseguita nel quotidiano sforzo per dare a questi attributi un’espressione percepibile nei sentimenti, nei pensieri, nelle parole e soprattutto nelle azioni. La spiritualità è dunque indispensabile per vivere una vita proficua, sia nell’intessere rapporti personali a beneficio di tutti, sia nel contribuire al miglioramento del contesto sociale cui si appartiene.”

DIFFERENZA FRA DOGMA E REALTA’ SPIRITUALE?

Nel mondo moderno, che attribuisce un grande valore alla libertà personale sia nell’uso della ragione sia nel comportamento, il dogma, inteso come «principio fondamentale che si deve accettare senza sottoporlo al vaglio critico della scienza», non è molto gradito. Ma indubbiamente esistono alcune verità che ben difficilmente potranno essere dimostrate vere o false dalla scienza. Molti scienziati e filosofi hanno cercato di dimostrare l’esistenza di Dio, l’esistenza dell’anima e la sua immortalità. L’esperienza dimostra che le loro dimostrazioni sono in genere accettate da coloro che hanno una visione spirituale della natura del realtà e confutate da coloro che hanno una visione materialistica della natura della realtà. Altrettanto dicasi delle prove dell’inesistenza di Dio e dell’anima immortale. In altre parole mi sembra che l’esistenza di Dio, l’esistenza e l’immortalità dell’anima siano concetti che possono essere accettati come verità illuminanti oppure confutati come dogmi inaccettabili a seconda di una concezione personale della realtà che varia da individuo a individuo a seconda delle esperienze compiute nella vita e a seconda di un orientamento della propria volontà di credere o di non credere nella loro validità. Per esempio, io personalmente credo nell’esistenza di Dio, un’inconoscibile Essenza, della quale mi riconosco figlio assieme a tutto ciò che esiste e della quale penso di poter dire ciò che Essa non è, e non ciò che è. Ma questa mia certezza interiore nasce da un insieme di considerazioni alcune razionali e altre affettive, e pertanto difficilmente descrivibili mediante un discorso logico, falsificabile scientificamente. E dunque io ho una certezza nell’esistenza di Dio che può essere trasmessa solo con gli strumenti della metafora o, se vogliamo, della poesia. Si potrebbe dire per questo che io sono meno intelligente o onesto nell’uso della facoltà razionale di cui dispongo di chi invece non crede in Dio?” Julio Savi.

Cosa ne pensa della differenza fra la religione originaria rivelata dai fondatori ed il deturpamento perpetrato dall’uomo nel corso dei secoli?

Quando penso alle religioni, soprattutto alla luce del principio baha’i dell’unità delle fondamenta delle religioni, nella mia mente si forma una stratificazione di idee. Innanzi tutto penso alla dimensione trascendente delle religioni: una specie di idea platonica di religione presente nei mondi divini. In questo caso per religione intendo gli insegnamenti divini dei Fondatori delle religioni. Essi fanno parte dei mondi celesti. Per illustrare questo concetto mi avvalgo di una bella metafora musulmana, il Libro-madre. È il testo del Corano scritto sulla cosiddetta Tavola preservata, ossia l’archetipo del Libro sacro metaforicamente presente nei mondi divini. Poi penso alla prima espressione terrena di questa religione metafisica, la Paola sacra, rivelata dal Fondatore e conservata per iscritto nelle sacre Scritture. È solo dai tempi di Muhammad che si ha la certezza di una coincidenza fra la Parola proferita dal Fondatore e quella scritta. In epoche anteriori le parole del Fondatore sono state trascritte qualche tempo dopo la Sua scomparsa fisica da questo mondo e spesso in una lingua diversa. Gesù ha parlato in aramaico, ma i Vangeli sono stati originariamente scritti in greco antico. Poi penso all’interpretazione di quelle parole date da noi esseri umani, sia in senso teorico, nei nostri scritti di commento, sia in senso pratio, ossia nel nostro modo di vivere nella pratica gli insegnamenti divini delle sacre Scritture. Le sacre Scritture appartengono al mondo fisico ma sono interamente pervase dalla luce dei mondi dello spirito. I nostri scritti e le nostre azioni invece, per quanto eccelsi, non possono non essere appannati dalla polvere di questo nostro mondo terreno. È dunque inevitabile che la traduzione storica delle Parole celesti del Fondatore non sia identica al modello. Tanto più remota la rivelazione della Parola tanto più presente è la polvere umana sulla sua concretizzazione. Ma è mia convinzione che il Potere spirituale dei Fondatori, che è il potere dello Spirito Santo, aiuti comunque i Loro seguaci nei loro sforzi di esprimere qui sulla terra le virtù da Loro insegnate, purché il loro spirito resti puro dai contagi del mondo, che ci spingono a prediligere le egocentriche illusioni del potere e del piacere alle proficue realtà della crescita.”

Che cosa è la progressività delle religioni?

Questo insegnamento bahá’í già presente nel Corano e, in nuce, nella Bibbia è, ai miei occhi, lo strumento che, una volta compreso, realizzerà l’unità nella religione, una delle sette luci dell’unità descritte nelle Scritture bahá’í. Secondo questo insegnamento Iddio ha inviato a ogni popolo un Suo Portavoce per guidarlo verso una vita fisicamente, intellettualmente e spiritualmente proficua qui sulla terra. Di alcuni di questi Portavoce è rimasta una forte traccia nella storia. Sono i Fondatori delle cosiddette religioni universali, come per esempio le Religioni induiste, l’Ebraismo, il Buddhismo, il Cristianesimo, l’Islam, la Fede bahá’í. Ciascuna di queste religioni ha trasmesso all’umanità valori universali, in una forma adatta al popolo e all’epoca in cui esse sono rispettivamente nate. Ciascuna di esse ha accompagnato l’umanità verso la realizzazione nel mondo di forme di unità sempre maggiori, a partire dall’unità della famiglia, fino a culminare oggi nell’unità del genere umano, che non esclude nessuno dai suoi ranghi. Questo insegnamento è egregiamente descritto da queste parole di Bahá’u’lláh, il Fondatore della Fede bahá’í: «Sappi con certezza che in ogni Dispensazione [ossia religione] la luce della Rivelazione divina è stata concessa agli uomini in proporzione diretta alla loro capacità spirituale» (Spigolature, sez. XXXVIII, par. 1). Pertanto «Non v’è alcun dubbio che i popoli del mondo, a qualsiasi razza o religione appartengano, si ispirano a un’unica Fonte celeste e sono sudditi di un solo Dio» (Spigolature, sez, CXI, par. 1). E dunque la lotta fra le religioni non è giustificata perché le religioni, che provengono tutte dallo stesso Dio, perseguono un unico scopo, che nella letteratura baha’i è descritto come «l’acquisizione di lodevoli virtù, il miglioramento della morale, lo sviluppo spirituale dell’umanità» (‘Abdu’l-Bahá, Promulgation 152, 153).” Julio Savi.

Articolo a cura di

Alexander Casu Lorne

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UNA RIVOLUZIONE CHE NON SI PUO’ FERMARE

La storia dell’uomo non è una bella favola con il lieto fine garantito.

Rassomiglia più ad una tragedia, un dramma, un racconto dal sapore amaro, un volto di luci e ombre.

Da sempre il “popolo”, inteso come la maggior parte degli abitanti di questo pianeta che non detiene potere o ricchezze immense, sogna il giorno in cui esisteranno libertà, giustizia, equità, serenità e pace.

L’individuo e la società lavoreranno e prospereranno in sinergia, in armonia con la natura e le risorse del pianeta. La famiglia ed il benessere materiale e spirituale del popolo, saranno il centro gravitazionale attorno al quale gireranno tutte le istituzioni, forme di governo, associazioni, aziende.

Non è facile arrivare anche solo a credere in questo dopo secoli di genocidi, guerre, massacri.

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Tuttavia, questa visione si è sviluppata con il crescere della sofferenza.

Secoli di schiavitù, colonialismo; decenni di dittature, globalizzazione, sfruttamento hanno solo alimentato il desiderio di libertà dell’uomo.

Per ora rimane solo un sogno.

In milioni stanno lavorando per la sua realizzazione.

Spero solo che faremo in tempo. Non ci rimane molto.

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A dirlo non sono gli astrologi ma gruppi di scienziati in tutto il mondo.

Continuando su questa strada entro 50 anni massimo, il sistema collasserà ed il pianeta si rivolterà contro di noi.

Credeteci o no, ma c’è chi crede che tutto si risolverà in automatico.

Anzi in molti sono convinti che con l’attuale capitano della nave, possiamo stare tranquilli.

No no.

Un cambiamento drastico è necessario.

Una rivoluzione è necessaria.

Rivoluzione delle idee, del pensiero e nel modo di vivere.

Mi chiedo solo se faremo in tempo.

Ci sono forze, gruppi di potere che non vogliono il bene dei cittadini del mondo.

Vogliono mantenere il dominio su tutto, non rinunceranno mai a potere, ricchezze.

Inoltre l’altro ostacolo quasi insormontabile siamo noi stessi.

Pigri, deboli, creduloni, ignorantoni, pecoroni e con poca voglia di cambiare anche solo le abitudini più insignificanti.

Eppure Giuseppe Robiati crede che esistano delle forze innate nella natura dell’uomo che lo spingono verso la crescita, il cambiamento e lo sviluppo.

Spesso è lento ed invisibile ad occhio nudo ( o ceco), ma esiste.

Forse la vera sfida e soluzione non è quella di intraprendere una battaglia frontale con queste forze politico-economico-finanziarie che stanno stritolando le costole della nostra civiltà come un boa costrittore.

Forse la rivoluzione(sviluppo) è nel nostro DNA, nella nostra anima.

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Forse è da lì che dobbiamo partire.

Se riusciamo a cambiare noi stessi, il mondo, domani sarà già diverso.

Secondo Robiati, questo sviluppo è sempre esistito.

La rivoluzione è un processo che non si è mai fermato e che va al di là della volontà dei potenti, degli oppressori e degli oppressi.

Il giorno promesso è quindi scritto nelle pagine della nostra storia?

Attenzione però, anche se così fosse, siamo noi a decidere quanto penare per arrivarci e quanto tempo metterci.

Il successo non è garantito.

Per esempio, il corpo umano è stato programmato per crescere, svilupparsi e riprodursi ma è possibile interrompere questo processo, questo destino, con una pistola, una bomba atomica, con una carestia ed in altri mille modi. Anche se questo dovesse accadere, questo non vuol dire che la nostra natura, il nostro futuro era segnato. Siamo noi che in quel caso avremo deciso di interrompere violentemente il corso della storia.

Personalmente penso che molto presto, ci renderemo tutti conto di essere nel mezzo di una battaglia decisiva. Se non passeremo al livello successivo dell’evoluzione umana, saremo sconfitti.

Riporto qui un riassunto della  videointervista che trovate in cima all’articolo, Beppe Robiati:

“Le regole morali di queste 7 miliardi di persone (umanità) dovrebbero essere allineate nella stessa direzione. Se noi riusciamo attraverso sistemi educativi, scuole, università… a far si che i giovani acquisiscano consapevolezza e si uniscano, avremo da una parte la nascita del cittadino mondiale e dall’altra queste regole che serviranno a regolare questa società mondiale. Questo è lo sviluppo che arriverà.

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Molti potrebbero pensare che quello che ho appena detto sia un’utopia che non potrà mai realizzarsi e che ci siano potenti forze economico-finanziarie che vieteranno questo sviluppo.

Proviamo ad andare indietro.

Pensate che gli imperatori ed I re del 500′-600′ oppure napoleone terzo, Nazridin Shah, l’impero ottomano….. pensate forse che non avessero in mente di mantenere il potere? Ovviamente loro non volevano nessun tipo di rivoluzione.

Lo sviluppo passa al di sopra della volontà dei singoli.

Ci sono dei processi nell’universo che fanno parte integrante di una crescita.

La natura dimostra che tutto nasce, cresce e si sviluppa, come un bambino.

Certamente esistono dei momenti di crisi profonda dove si può anche morire.

Non è detto che se noi non arriviamo all’unità (pace) mondiale, il pianeta ( la civiltà) possa ricominciare.

Il pianeta potrebbe essere distrutto dalla tecnologia di alcuni gruppi potenti che sono ancora dei guerrafondai.

Pensate che durante la storia dell’evoluzione della civiltà, nel passaggio fra il villaggio e la città, sono intercorsi millenni. Migliaia di volte il processo è fallito, tornando indietro al villaggio, per poi ricominciare il processo.

Lo sviluppo è insito nella creazione e ritorneremo sempre al passaggio dell’unità mondiale.

E’ una scelta che possiamo fare. In parte dipende da noi ma a volte il processo dipende da altre circostanze.

Io penso come un contadino che pianta il seme del limone perché fra 20 anni I suoi figli potranno nutrirsi di questi frutti, anche se lui non li potrà forse mai gustare ma al contrario dovrà fare molti sacrifici per prendersi cura dell’albero.

Tuttavia questo frutto potrà essere una soluzione per coloro che verranno dopo di lui.

Quando noi pensiamo allo sviluppo, dobbiamo adoperarci a lasciare delle risorse per le generazioni che verranno.

La migliore risorsa che possiamo lasciare sono I VALORI.

Lo scopo della vita è solo l’accumulo di ricchezze? Oppure siamo responsabili per le prossime generazioni?

E’ molto importante dare tematiche di ordine etico-morale all’interno di ciò che non l’ha mai avuta : lo scopo fondamentale dello sviluppo capitalistico, il PROFITTO.”

Alexander Casu Lorne

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UN MONDO ALLA ROVESCIA: L’ERA DEI CONTRO SENSI, DELL’INGANNO.

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Viviamo in un mondo alla rovescia. A volte mi chiedo se non sono collegato ad un computer e non vivo in un programma di realtà virtuale come Matrix.

Presto mi sveglierò e tutto sarà finito.

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E’ tutto un contro senso.

Viviamo in un’epoca dove si possono fare tantissime cose impensabili negli anni 80′ e 90′ ma c’è un piccolo dettaglio, ci hanno lasciato in mutande, ridotto la libertà, proprio sotto il nostro naso.

Non ce ne siamo accorti.

Possiamo condividere i nostri pensieri, le nostre foto ed esperienze con un click attraverso i social network ma nessuno o pochi sono disposti ad ascoltarci, a conoscerci e col tempo anche noi ci stiamo dimenticando chi siamo.

Esistono un’infinità di agenzie interinali, motori di ricerca, siti internet specializzati eppure è diventato molto più difficile cercare e trovare un lavoro onesto ed equamente retribuito.

Un’artista può condividere la propria musica su internet ma nessuno la compra più, tutti la scaricano gratis da Torrent o altri siti pirata oppure l’ascoltano da youtube come addirittura fanno Bar, ristoranti, palestre. Ci guadagnano solo in pochi, milionari. Durante gli anni 80-90′ era dura ma ho conosciuto tanti artisti che mi hanno raccontato come allora vivere della propria arte e vendere cassette e cd non era difficile. Darebbero qualsiasi cosa per barattare quell’epoca con questa.

La tecnologia moderna ci permette di produrre quantità di beni enormi in poco tempo, le risorse abbondano ed il commercio mondiale non è mai stato così interconnesso e ben organizzato, ma la fame nel mondo, il prezzo degli alimenti, lo sfruttamento del lavoro umano aumenta ogni anno sia nei paesi industrializzati che nei continenti più poveri e disagiati.

I nostri padri e nonni si ricordano bene di come la società capitalistica promise che

“ IL PROGRESSO” avrebbe regalato un futuro roseo “ai figli e figli dei vostri figli”, “si lavorerà meno e guadagnerà di più”.

Il pianeta in cui viviamo ci sta mostrando come confini, barriere ed i muri che abbiamo eretto per dividere un territorio da un altro sono delle mere illusioni.

Il multiculturalismo e la convivenza di popoli diversi fra loro è un processo inevitabile che sta esplodendo, dovrebbe portare gioia, soddisfazione e curiosità, eppure il razzismo, disprezzo si sta radicando sempre maggiormente in ogni nazione. Canada, Svezia, Inghilterra e molti altri paesi cambiano ogni anno leggi per rendere la vita impossibile anche per noi Italiani!

Desideriamo la felicità, il benessere interiore ma non vogliamo sentire parlare di spiritualità, religione ed appena lo psicologo ci dice qualcosa che non ci piace, scappiamo a gambe levate.

Speriamo in un futuro migliore per i nostri figli ma al momento di votare e prendere decisioni, guardiamo solo ai nostri interessi a breve termine.

Ci sfoghiamo su Facebook, raccontando dettagli delle nostre sventure ma quando il nostro vicino preoccupato ci chiede come va, rispondiamo “tutto bene” e scocciati, ci volatilizziamo.

Desiderosi di essere circondati da persone sincere, vere, oneste di cui poterci fidare ma aduliamo i complicati, fighetti, falsi, sbruffoni che non hanno molta cura dei nostri sentimenti.

L’umanità teme per l’estinzione eppure investe la maggior parte delle sue risorse a fabbricare mezzi di distruzione di massa come armi nucleari, chimiche e batteriologiche. Ogni anno interi paesi vengono trasformati in zone di guerra per interessi geopolitici ed economici di altre nazioni e/o multinazionali creando milioni di profughi.

La verità è che andiamo in una direzione, aspettandoci di ritrovarci dalla parte opposta.

Bruciamo la terra aspettandoci di ottenere un buon raccolto ogni anno.

Dormiamo pensando di “pigliar pesci”.

Vogliamo abbronzarci all’ombra e dormire bene dopo cinque tazze di caffè.

In psicologia si è scoperto che esiste un processo chiamato “inversione di coscienza” in cui una persona percepisce un elemento benefico come per esempio l’affetto, come un elemento dannoso e viceversa un elemento dannoso e pericoloso come la violenza, come benefico ed auspicabile.

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Tuttavia già in antichità, religioni e filosofia, parlavano di questo preoccupante meccanismo della mente umana.

E’ interessante vederlo confermato dopo molti secoli dalla scienza.

I motivi di questa distorsione non sono ancora del tutto chiari.

Ma è chiaro che viviamo in una società psicologicamente e spiritualmente molto malata.

Un malato di mente ha una visione distorta della realtà, fino appunto a rovesciarla completamente, come le scritte in uno specchio.

Pensiamo ai valori fondamentali della vita.

Pensiamo ai valori tramandati dalla filosofia, dalle varie religioni e credi spirituali e scriviamo una lista di elementi che quest’ultimi ci hanno trasmesso:

Famiglia, pace, umiltà, generosità, carità, cameratismo, amare il prossimo come amiamo noi stessi, onestà, sincerità, preghiera, meditazione, distacco,donare, accontentarsi di poco, ascoltare e comprendere gli altri, tollerare e perdonare, sacrificarsi per gli altri ecc….

Secondo le religioni e molte filosofie questi sono elementi fondamentali per costruire una società in cui l’individuo è felice, in pace con se stesso e con il proprio “IO”.

Un sistema in cui questo individuo vive in armonia con il prossimo fino a creare una comunità radiosa, prosperosa, completa.

Riflettiamo adesso non tanto sulle condizioni attuali della società odierna, ma su quelle che sono le forze che questo sistema malato mette in moto per deviare completamente l’uomo dal suo percorso attraverso: i media di informazione, la politica,la pubblicità, il cinema, la Tv, il sistema CAPITALISTICO stesso.

Rifacciamo un elenco di quello che di negativo ci è stato trasmesso:

Avvantaggiarsi a discapito degli altri, fare il figo ed essere “cool” ( traduzione: impegnarsi ad essere migliore degli altri o credere di esserlo = arroganza), essere narcisista, essere egoista, fare l’eroe, fare una cosa buona per prendersi il merito esigendo qualcosa in cambio, mentire ed ingannare è necessario, gli altri sono il mio passatempo quando mi fa comodo, soddisfare i miei desideri ad ogni costo, godere prima di ogni cosa, sacrificare il bene altrui per arricchirsi, occhio per occhio, tu lo fai a me? Io lo faccio a te, tu a casa tua ed io a casa mia quando mi fa comodo. Io parlo tu ascolti. Non accontentarti mai.

Oltre a creare molta sofferenza, col tempo, vivere in questo sistema fa si che quest’ultima lista di

“VALORI INVERTITI” prende il posto di quella lista di elementi fatta nella parte precedente, quei valori, quelle perle di saggezza rivelate nel corso dei secoli da religioni, filosofie e grandi personaggi eroici che hanno dato la vita per essi.

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Di conseguenza, piano piano, ci ammaliamo sempre di più. Anche i più forti fra noi.

Qualcuno una volta mi disse: “se sei troppo adattato e ben inserito nel sistema, è pericoloso, potresti essere fra i più malati, anche se non lo percepisci”.

Potresti essere lo schiavo più fedele del sistema, “ non solo non sei pronto ad essere scollegato dal sistema ma faresti di tutto per difenderlo”.

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Quest’ultimo è diventato nemico dell’uomo, del benessere della famiglia e della felicità dell’individuo. Ormai è innegabile.

Io mi chiedo ma cosa è successo? Qualcosa nel corso della storia è andato storto?

E soprattutto, ora cosa facciamo per cambiare la rotta di una nave pesante come “il Titanic” che sta affondando ?

Ci siamo persi. Siamo in mezzo all’oceano. Alcuni di noi sono a conoscenza delle coordinate approssimative della nostra casa.

Molte associazioni, comunità religiose, individui, enti stanno facendo davvero un lavoro straordinario ma la mia impressione è che per ora questa nave mastodontica non stia cambiando rotta perché a remare nella direzione della terra ferma, l’isola fertile, la nostra vera dimora, siano ancora in pochi.

Alexander Casu Lorne

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IL POTERE DELL’ARTE E LA SUA INFLUENZA SU MENTE ED ANIMA con RANZIE MENSAH

Questo è un blog che promuove la crescita e lo sviluppo dell’uomo e della società in cui vive.

La sezione Arte e Cultura, è stata introdotta poiché penso che senza questo elemento non può esserci vero progresso e la storia ha dimostrato che quando l’uomo decade e la società comincia a collassare, Arte e Cultura vengono messi da parte.

Al contrario, nei periodi storici di Apogeo, quando l’uomo raggiunge livelli massimi di sviluppo e splendore sociale, vengono prodotte le opere d’arte più affascinanti, la musica, la cultura crescono e vengono valorizzati fino a diventare il pane quotidiano per quella civiltà che nei secoli successivi verrà identificata proprio attraverso I suoi raggiungimenti artistici.

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Generalmente questo apogeo si tocca anche durante I periodi di pace, di sviluppo della scienza, diffusione di buoni principi ed ideali, di crescita economica in cui le ricchezze vengono distribuite maggiormente, permettendo alle famiglie di posperare.

Ho intervistato Ranzie Mensah, cantante, musicista con esperienza quarantennale.

Non perdetevi il video in cima all’articolo, ma qui di seguito ho scritto un riassunto del suo intervento:

“Tempo fa, un gruppo di scienziati ha effettuato un esperimento. Hanno messo 2 piante in 2 camere separate. Ad entrambe le piante è stato dato tutto il necessario per crescere: terra fertile, luce solare, acqua…

L’unica differenza è che nella seconda stanza, uno stereo riproduceva senza interruzione una musica melodiosa.

Il risultato dell’esperimento ha mostrato come la seconda pianta con la musica è cresciuta di più dando fiori più belli.

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Io deduco quindi che la musica da qualcosa in più e se essa ha un potere così forte su una pianta che appartiene al regno vegetale, mi chiedo, e quanto potere ha su noi umani?

Per esempio, spesso viene consigliato alle donne incinte di ascoltare molta musica per aiutare il bambino a calmarsi.

In guerra, molti soldati prima della battaglia ascoltano musica esaltante per guadagnare coraggio.

Penso quindi che ormai nessuno più possa negare quanto sia forte il potere della musica sulla nostra mente.

Mi ricordo della storia di un grande musicista che all’età di 12 anni, dopo aver suonato ad un grande spettacolo in teatro, incontrò all’uscita un anziano signore con tutti i capelli bianchi che gli disse: quello che la scienza non è riuscita ad insegnarmi, tu ci sei riuscito stasera, con la tua musica.

L’uomo dai capelli bianchi era Albert Einstein!

Molti sanno che Einstein era anche un musicista (Violino).

Numerosi sono gli scienziati che pensano che la musica sia una grande fonte di ispirazione.

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Mi viene alla mente un breve racconto di fantasia ambientato in Africa.

Un violinisa si perde nella savana.

All’improvviso vede un leone avvicinarsi e non sapendo cosa fare per difendersi, tira fuori il suo violino ed incomincia a suonare. Il leone si siede ed ascolta il violinista suonare. Ad un certo punto arriva un secondo leone che sentendo il violinista suonare, anche lui si siede ed ascolta affascinato.

Family picture of three lions. Taken in Masai Mara national park, southwest Kenya.

Piano piano arrivano tanti altri leoni attirati dalla melodia. Tutti senza eccezioni rimangono ammaliati e si accomodano intorno al musicista.

Ad un certo punto arriva un vecchio leone che si avvicina rapidamente al violinista.

Senza esitare, l’anziano felino, compie un balzo, afferra l’uomo e lo divora.

Sorpreso e rattristato, un giovane leone, corre verso l’anziano leone e gli chiede: ma perché hai magiato quell’uomo che suonava quella melodia meravigliosa?

L’anziano leone risponde: Eh?!!!! come!?

Io canto da quando avevo 12 anni. Mi padre era professore di musica all’università e mia madre era un mezzo soprano. Ho cinque fratelli e sorelle e tutti suonano o cantano.

Prima dei 12 anni suonavo clarinetto, violino e pianoforte ma è solo da quando ho scoperto la chitarra ed il canto che ho compreso e deciso che la musica è ciò che veramente voglio fare.

Cantare è come respirare per me. Ho bisogno di cantare perché mi permette di esprimere delle cose recondite nel mio cuore.

La musica mi permette di connettermi con gli altri. Un linguaggio che va aldilà delle semplici parole.

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Questo mi ha permesso di costruire salde amicizie durante tutti questi anni.

Attraverso questa forma d’arte ho potuto trasmettere i miei ideali di pace, carità, ugualità, educazione. Sono felicissima anche di aver cantato per associazioni benefiche, enti, comunità utilizzando così la mia voce a fin di bene e per ciò in cui credo profondamente.

Penso infatti che lo scopo più nobile dell’arte sia quello di elevare la mente e l’anima dell’uomo.

In Africa, la musica veniva usata per purificare l’anima, guarire, pregare.

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Tuttavia penso che sia anche giusto ed importante permettere che la musica sia anche una forma di intrattenimento, divertimento come lo è da sempre nei paesi africani.

Sono sicura che la musica si stia evolvendo e che in futuro, sentiremo canti e melodie che abbracceranno diverse culture, credi, ideali elevando così l’anima umana.”

Condivido con voi anche questo video artistico in tema all’argomento:

Alexander Casu Lorne

Children Playing in Sprinkler

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